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Le varianti genetiche che riducono il colesterolo LDL aumentano il rischio di diabete mellito di tipo 2


Uno studio ha mostrato che le persone adulte con varianti genetiche naturali note per ridurre il colesterolo LDL presentano una maggiore probabilità di sviluppare diabete mellito di tipo 2 rispetto a coloro che non hanno queste varianti genetiche.

L’assunzione delle statine può aumentare, seppur modestamente, il rischio di diabete mellito di tipo 2, ma non è noto se altri farmaci non-statinici, che riducono i livelli di colesterolo agendo su diverse vie biologiche, possono anche modificare il rischio di diabete mellito.

Ricercatori hanno studiato l'associazione tra il diabete mellito di tipo 2 e le varianti genetiche che riducono i livelli di colesterolo, influenzando diversi percorsi biologici correlati al colesterolo.
Queste varianti genetiche riguardano geni che codificano i bersagli degli attuali trattamenti ipocolesterolemizzanti, come le statine ( gene HMGCR ), Ezetimibe ( gene NPC1L1 ), e gli inibitori PCSK9 ( gene PCSK9 ).

In una meta-analisi di studi di associazione genetica sono stati analizzati i dati di 50.775 adulti con diabete mellito di tipo 2 e 270.269 adulti senza diabete ( controlli ) partecipanti a tre grandi studi: studio EPIC-InterAct ( European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition ), studio UK Biobank e studio DIAGRAM ( Diabetes Genetics Replication and Meta-analysis ), nonché 60.081 adulti con malattia coronarica e 123.504 controlli dalla meta-analisi CARDIoGRAM e dalla meta-analisi CARDIoGRAMplusC4D Consortium.

L’endpoint primario era rappresentato dall’odds ratio ( OR ) per il diabete mellito di tipo 2 e la malattia cardiovascolare.

E’ stato osservato che le varianti genetiche al gene NPC1L1 erano inversamente associate con la malattia coronarica, con un odds ratio per una riduzione geneticamente prevista di 1 mmol/L di colesterolo LDL pari a 0.61 ( IC 95%, 0.42-0.88 ), e direttamente associate con diabete mellito di tipo 2, con odds ratio per una riduzione geneticamente prevista di 1 mmol/L di colesterolo LDL di 2.42 ( IC 95%, 1.7-3.43 ).

Una variante del gene PCSK9 è risultata associata a più alto rischio di diabete mellito di tipo 2, con un odds ratio di 1.19 per 1 mmol/L di riduzione geneticamente prevista del colesterolo LDL ( IC 95%, 1.02-1.38 ). ( Xagena )

Fonte: JAMA, 2016

Xagena_CardioMetabolismo_2016



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