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La combinazione Sacubitril e Valsartan nel trattamento dell’insufficienza cardiaca con ridotta frazione di eiezione


Nello studio in doppio-cieco, PARADIGM-HF, che ha coinvolto 8442 pazienti, il gruppo assegnato alla combinazione Sacubitril e Valsartan ( Entresto ) ha presentato una riduzione del 20% dell'endpoint primario di morte cardiovascolare o di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca nel corso di 27 mesi di follow-up, rispetto ai controlli in trattamento con Enalapril alla dose raccomandata dalle linee guida di 10 mg due volte al giorno.
Il numero necessario da trattare ( NNT ) per avere un beneficio è stato pari a 21.
Inoltre, la mortalità per qualsiasi causa è stata ridotta del 16% ( N Engl J Med 2014; 37: 993-1004 ).

Da una analisi delle principali cause di mortalità, è stato riscontrato che l'80.9% di tutti i decessi riportati dallo studio PARADIGM-HF erano di natura cardiovascolare.
L'NNT per la combinazione Sacubitril e Valsartan al fine di evitare una morte cardiovascolare è stato pari a 32.
Sacubitril e Valsartan hanno ridotto il rischio di morte cardiaca improvvisa del 20%, mentre il rischio di morte a causa di peggioramento dello scompenso cardiaco è risultato diminuito del 21% ( Eur Heart Journal 2015; 36: 1990-1997 ).

In un'altra analisi secondaria di PARADIGM-HF, l'impiego dell'inibitore del recettore dell’angiotensina e della neprilisina ha dimostrato di prevenire la progressione clinica di insufficienza cardiaca molto più efficacemente rispetto ad Enalapril.
I pazienti del gruppo Sacubitril / Valsartan hanno presentato una probabilità del 34% inferiore di dover ricorrere al Pronto soccorso per peggioramento dell'insufficienza cardiaca, del 18% inferiore di necessitare di cure intensive, e del 22% inferiore di ricevere un dispositivo impiantabile per lo scompenso cardiaco o di sottoposti a trapianto cardiaco.
La riduzione del tasso di ospedalizzazione per insufficienza cardiaca è risultata significativa entro i primi 30 giorni ( Circulation 2015; 131: 54-61 ).

Gli effetti indesiderati più comuni riscontrati durante il trattamento con Entresto ( che possono riguardare più di 1 persona su 10 ) sono iperpotassiemia, ipotensione, e minore funzionalità renale.

Entresto non deve essere assunto con gli ACE inibitori, ed è controindicato nei pazienti che hanno sofferto di angioedema, nei pazienti con grave patologia epatica e nelle donne in gravidanza.

Nel cervello, la neprilisina contribuisce alla degradazione delle placche di beta amiloide, caratteristiche della malattia di Alzheimer. E’stato quindi ipotizzato che gli inibitori della neprilisina possano aumentare il rischio di demenza.
Ad oggi, non vi sono state segnalazioni di demenza associata a Sacubitril. ( Xagena )

Fonte: Annual Cardiovascular Conference, 2016

Claudio Ferri – Università dell’Aquila – Medicina Interna & Nefrologia

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